laboratorio autonomo di microchirurgia musicale

ma i beatles...erano commerciali?

L night ROMA

 

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@TheLibrary - Vicolo della Cancelleria 7 - Roma

opening 22 aprile 

from 22.00 'til late
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featuring Miss Glow Dj

 

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baustelle, eleganti e poco malavitosi.

ho avuto un terribile shock psicosomatico quando ho ascoltato per la prima volta la moda del lento.

ho incrociato le braccia e sbuffato con aria di disappunto. ascoltati i primi 10 secondi di ogni pezzo, 15 solo in poche eccezioni, ho buttato via il disco da qualche parteÂ…credo per più di un anno.

per molto tempo, pensando ai baustelle borbottavo solo semplici ma esplicative frasi del tipo uffachepalleuffa.

che poi –in genere- non mi sono mai aspettata niente da nessuno ma ero scocciata per la delusione di CotantO entusiasmo…il genio e il cinismo, l’eleganza e la sfrontatezza, l’abbaglio tra l’essere e sembrare, lo slancio di una ricerca dotta elegantemente regalato in un approccio per tutti, per me era tutta roba sepolta. ormai. con il sussidiario illustrato della giovinezza.

e poi succede che cresci, che invecchi –come mi diceva bianconi allacuifacinositaèungraveproblemaresisteremaquestoèunaltrodiscorso- e anche se 23 anni profumano ancora di adolescenza lo senti, il placido risintonizzarsi delle tue frequenze.

e la moda del lento mi si è lentamente rivelato.

e la moda del lento mi si è inarrestabilmente insinuato in ogni respiro.

e dopo la carezza dellÂ’eroina torna un bouquet di viole a parlare di romantica bellezza.

di nuovo poesia.

in questÂ’aria ho aspettato la malavita.

puro.

senza perdono.

di una bellezza quasi fastidiosa. perché impeccabile.

racconti e fotografie. il mondo è vero e gira intorno a loro.

da una panchina del parco, dai ciottoli di brera o piuttosto per stradaÂ…i baustelle ci sono. radical chic come sempre. mano in tasca e doppiopetto disinvolto: francesco osserva e canta.

ho capito solo stasera perché li adoro.

sono riusciti ad infrangere il fisiologico meccanismo di friuzione-catalogazione che accompagna ogni mia passione.

il primo album è una droga nuova. mi colpisce, mi travolge. sono in trans per settimane, ascolto maniacalmente ogni pezzo in ordine sparso con ripetizioni di circa 50 al giorno.

il secondo album è atteso. ed è un rassicurante e rassicurato ascolto. il secondo album è un salotto familiare. compiaciuta mormoro un mmh-mmh mmh-mmh degno di un qualsiasi attento psicologo..

mmh-mmh mmh-mmh e una pacca sulla spalla. ‘tutto regolare ragazzi, siete di nuovo in pista’.

ed è solo catalogazione. lÂ’articolato riempire spazi già destinati. è un ordinato accademico aggiornarsi.

i baustelle mi fanno ancora preoccupare ;) e sudare freddoÂ…Â…Â…Â…Â…Â…Â…Â…..

amore spropositato.

 

foto di viviana martucci

cos'è ?? ... troppa maniera?

raccontare la musica in 2000 battute. sole. sgomento o forse no.

la musica è comunicazione, direi così, senza pensarci troppo.

accademica la definizione. seriosa quanto liberatoriamente partorita.

sfiancante il travaglio, all'avvilente osservazione del nostro farci concentricamente comunità

chiusa, esoterica quasi e autoreferenziale. mentre l'oscillazione tra iperattività, parossismo e inerzia

si conclude, PuntualmentE, in un naso arricciato con elegante superbia, contro la musica commerciale.

eÂ’ da un po' che ascolto, al riguardo, eloquenti dissertazioni sulla bocca dei grandi...della musica.

ed è rammarico. tanto. ‘la vera musica è qui –osannano- e non sotto i palchi di MTVÂ’.

mi vogliate spiegare, di grazia, qual è la vera musica. e quanto sia grande la vergogna della musica commerciale.

e' forse la musica dÂ’elite, la vera musica? magari in una visione romantica del mondo.

lÂ’unica differenza che riesco a notare tra la musica che si suona sui palchi di pochi ‘visionariÂ’ –noi- e quella dei grandi invincibili circuiti è la forza con cui difendiamo uno spazio piccolo.

in un mondo che gira sulla musica della banconota, solo a noi è concesso di suonare per piacere. se i più se ne accorgessero, quanta verità ci sarebbe toltaÂ…..!

cÂ’è chi paga per suonare e chi suona per incassare...ma il giudizio, mi sembra, è un privilegio dei piani alti!

per il resto la musica è libertà, e beato chiunque ne goda.

mi chiedo se, PER VOI, negli anni Â’60 anche i BeatlesÂ…erano commercialiÂ…

fantasticamente fuori da qualsiasi ansia di ricerca di musica cool, mentre lÂ’impalpabile polvere alzata dal rimestare grandi saccenze si posa con fatica, resta la mia verità: la musica è comunicazione.

e io voglio comunicare, vi prego.

chi lo sa che magari non...

 

...si riprende davvero??

riprovo a muovermi nuovamente QUI.
midollo anima e prospettiva.....in fondo....adoro perdermi............